depeche Mode violation


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In quest'area troverete editoriali e notizie comparse in homepage ed ora archiviate. Inoltre, potrete trovare speciali quali articoli o interviste del passato, o ancora multimedia.



Martin al lavoro con Medway-Smith

Febbraio 2008

Sembra che questa volta i Depeche Mode vogliano accellerare i tempi.

Martin Gore, avendo già scritto un certo numero di canzoni, si divide attualmente tra America e Europa, dove pare si stia attualmente dedicando a una fase di pre-produzione, avvalendosi della collaborazione del remixer e sound engineer Simon Medway-Smith (foto a sinistra), al fine di cominciare a elaborare alcune idee lavorando con i software synth.

Stando a quanto si vocifera negli ambienti più informati, i Depeche Mode potrebbero tornare in studio a Marzo, come aveva già annunciato il buon Fletch nella sua conferenza a Tel Aviv.

Martin Gore ha tenuto inoltre un DJ-Set in Messico, nell'ambito di un Festival il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza, ad un centro di ricerca per la cura di malattie quali il cancro e l'AIDS.



Depeche Mode, Fletch assicura: 'Nuovo album nel 2008'

Quando la notizia viene da Mr. Andy Fletcher, i fan dei Depeche Mode sanno di poter stare tranquilli.

E così, mentre Dave si appresta a far uscire il secondo singolo estratto dal suo album HourglassSaw Something/Deeper And Deeper, previsto per Gennaio, Andy, in occasione di una conferenza stampa tenuta in occasione del suo ultimo DJ-set a Tel Aviv, ha confermato che i Depeche Mode sarebbero pronti a tornare in studio verso Febbraio o Marzo 2008, cosicché il nuovo album potrebbe vedere la luce verso fine del 2008, con una nuova tournée a seguire nel 2009.

Il buon Fletch ha inoltre dichiarato che Martin avrebbe scritto 14 nuove canzoni, mentre i pezzi di Dave & Co. non dovrebbero raggiungere il 50% della tracklist del nuovo album. Ma queste, per ora, sono solo supposizioni.




Dave Gahan riparte da Hourglass, e con lui i Depeche Mode

Novembre 2007

Hourglass, clessidra. Il nuovo album di Dave Gahan, la voce dei Depeche Mode, è disponibile in tutti i negozi e su iTunes.

Gahan, nelle interviste più recenti, non nasconde di voler tornare al più presto al lavoro con il gruppo.
"I lavori solisti sono ormai qualcosa di inevitabile. Sono la strada per ritornare ai Depeche Mode con maggior entusiasmo"
- ha affermato il cantante.

Se Dave non porterà le sue nuove canzoni in tour - ipotesi che non è stata affatto esclusa a giudicare dal suo laconico "We'll see", rivolto ai fan che lo chiedevano a gran voce in quel di New York -, potremmo forse vedere i Depeche Mode riunirsi prima del previsto, come ha confermato anche Andy Fletcher nelle interviste tenute in occasione dei suoi ultimi DJ-set. Sembra quindi che Hourglass abbia anche il compito di rendere più dolce l'attesa.




Dave Gahan dal vivo per Spinner

17.11.2007

Dopo il concerto tenuto lo scorso 23 Ottobre all'Apple Store di Soho nella sua New York, Dave si è esibito in un altro piccolo concerto con la sua band in occasione della promozione di Hourglass.
Sul forum troverete, nell'area dedicata a Dave, un thread con i video estrapolati dal concerto.
Qui sotto invece potete ascoltare l'audio dello stesso concerto avviando il podcast realizzato esclusivamente per gli amici di Violation.




R
ecoil parla al presente con 'subHuman'

Editoriale, 10.07.2007
A cura di Marco Petruzzelli










Alan Wilder è tornato, a ben sette anni dal suo ultimo Liquid, con un lavoro che compie un ulteriore passo sulla strada della sperimentazione
, tuffandosi questa volta nell'anima di un blues vivo e graffiante, che si fa portavoce di temi attuali e scottanti: intolleranza, discriminazione, pena di morte, conflitti religiosi.

Il sub-umano è l'aspetto più crudele della nostra natura: esso si cela sotto la maschera della civiltà per esplodere negli episodi più feroci e drammatici che corrodono il mondo da millenni.

È necessaria una breve parentesi sul progetto Recoil.

Alan Wilder, membro fondamentale dei Depeche Mode dal 1982 al 1995 - noto per essere stato il maniacale "chirurgo del suono" al servizio della band britannica -, cominciò a produrre i suoi primi lavori solisti, caratterizzati da un'elettronica sperimentale intervallata da piacevoli momenti ambient, già sul finire degli anni '80.
Il 1992 fu l'anno del suo primo capolavoro, Bloodline, una versione più sperimentale dell'elettronica modiana stile Violator, forte di una geniale innovazione che farà di Recoil uno dei progetti più seguiti negli ambienti di nicchia. Wilder si avvalse in quell'occasione della collaborazione di cantanti quali Douglas McCarthy dei Nitzer Ebb, Toni Halliday dei Curve e l'allora quasi sconosciuto Moby.
Unsound Methods (1997) e Liquid (2000) non fanno altro che mostrare la vena più elettronica/sperimentale del musicista londinese, che riesce a sintetizzare i maggiori trend degli anni '90 (passando da un allucinato trip-hop ad un raffinato electro-funk, mentre si accentua il ricorso allo spoken word così come matura il fascino per le atmosfere jazz).

In subHuman, Wilder opta per il blues, ma non al fine di farne un puro pastiche.
Il sound di questo album è un sound crudo, grezzo, duro, che ricorda in alcuni episodi l'elettro-rock di Songs Of Faith And Devotion, ma che al tempo stesso riesce a disimpegnarsi in quello che Wilder più ama: le parentesi sperimentali, ricche di citazioni (art-rock, rock/blues, rock psichedelico), ipnotizzano l'ascoltatore, mentre un susseguirsi di loop ed effetti ricercati contribuiscono a creare quella che il musicista britannico definisce una "musica filmica".

Non si può negare che la tecnologia sia da sempre stata la sua più grande musa e che al tempo stesso una meticolosa cura per i dettagli ed un'estenuante ricerca del suono più originale abbiano reso Wilder uno dei musicisti più apprezzati.

Egli stesso ha recentemente dichiarato di aver dovuto ritrovare una certa dimestichezza con le nuove tecnologie, dal momento che in un lasso di tempo durato cinque anni aveva dimenticato quasi tutto.
Wilder stesso non ama definirsi un "musicista elettronico", ma piuttosto "uno che sa far buon uso della tecnologia".
La sua apertura eclettica ai vari generi musicali lo ha portato a collaborare con il cantante blues Joe Richardson, autore di cinque testi di quest'album e validissimo musicista che ha contribuito a fornire le idee sulle quali Wilder ha costruito i suoi pezzi.
Dopo aver portato a termine la prima fase di produzione, Alan si è recato in Texas, dalle parti di Austin, dove la band di Richardson ha suonato ogni pezzo. Wilder ha gradito molto questa session e l'album ha preso quindi una nuova direzione, in cui la musica suonata si fonde al pastiche tecnologico.

Prey, primo singolo estratto, è un buon rock bluesato che si presta bene ad una resa visiva, così come 5000 Years, improntato sui conflitti di natura religiosa, in cui il vecchio jazz del sud si colora di rock, con un finale suggestivo scandito da bombe, urla di soldati, cori tribali e voci disincantate che sembrano essere quelle di giornalisti o politici - probabile che queste ultime siano campionate.

The Killing Ground si presenta un grandissimo brano in cui il blues della chitarra di Joe Richardson si confonde in un'atmosfera trip-hop dominata da slide guitar, organo ed archi.

Il pezzo migliore resta probabilmente 99 To Life, in cui si parla di pena capitale - in particolare di un'esperienza reale che ha coinvolto un amico di Richardson. Un elettro-rock esplosivo, feroce, che non cade mai nel banale, sostenuto da una pregevole linea di bassi e da un'eccellente drum session.

Backslider è l'ultimo pezzo rock/blues dell'album, in cui l'attenzione dell'ascoltatore è catturata dall'incedere di un loop coinvolgente e da un sapore folk squisitamente americano.

All'interno dell'album trovano posto altri due brani, che spezzano la "linea blues" di Richardson.

Si tratta di Allelujah e Intruders, ai quali collabora la cantante britannica Carla Trevaskis.

Nel primo, un'atmosfera eterea che ricorda molto, nel sound, i Depeche Mode di Songs Of Faith And Devotion (Wilder non esita a riadattare anche un suono da lui creato per la modiana In Your Room).

Intruders è un brano lento, onirico, in cui la voce della Trevaskis si fa ipnotica, come la parte finale - strumentale - del brano stesso, quasi una suite raffinata in cui echeggiano citazioni di rock progressivo e psichedelico e, come Wilder stesso afferma, un richiamo ai King Crimson.

SubHuman non è altro che l'ennesimo capolavoro del musicista britannico, disco che, nonostante le apparenze, esula dalla logica dell'arte fine a se stessa, per parlare al mondo attraverso una voce, ma anche attraverso i suoni.

Quest'album è una colonna sonora.